diritti e doveri nella realtà afghana
In classe, con la nostra prof. di italiano, abbiamo letto il libro "Il cacciatore di aquiloni". Ci siamo confrontati fra di noi e abbiamo discusso sui diritti che rappresentavano la realtà afghana negli anni 70-90, confrontandola con la realtà di un Paese democratico come l'Italia.
I diritti principali che sono emersi sono: il diritto all'istruzione e il diritto d'uguaglianza (scuola-donne).
Da questi diritti, ci è stato assegnato un lavoro da svolgere che consisteva nel riprendere e confrontare la realtà afgana e con quella italiana.😓
di seguito il mio lavoro...
LA SCUOLA
La scuola era al quanto diversa ai tempi d’oggi sia per contesto sociale sia per contesto temporale. La scuola, come specificato anche nel libro “Cacciatore di aquiloni”, era religiosa di tipo islamico, con lo studio approfondito del Corano: il concetto di laicità non esisteva ancora. La scuola non offriva il proprio servizio a ogni persona, infatti, non era accessibile a tutti, ma solo a coloro che avevano delle ottime condizioni economiche e sociali. In Italia, o in altri paesi democratici, il concetto e le caratteristiche della scuola sono completamente diversi, il contrario. Il sistema scolastico è libero di ospitare chiunque, di fornire istruzione a tutti senza fare discriminazione e disuguaglianze. È basata sulla laicità, per esempio, se un ragazzo è ateo o di un’altra religione, nell’ora della suddetta materia ha la possibilità di svolgere un’altra attività.
LE DONNE
La figura della Donna, in Afghanistan, non era per niente tutelata e protetta: venivano private di molti diritti. Spesso erano costrette a sposarsi in matrimoni combinati con parenti o con sconosciuti, private della libertà di scegliere il loro vero amore, come nel caso del matrimonio tra Alì e sua cugina. Gli uomini erano considerati nettamente superiori. Potevano sparlare, infamare o aggredire verbalmente la figura femminile senza subire nessuna conseguenza, e non viceversa. In poche parole la donna non poteva essere indipendente. Doveva solamente sottostare agli ordini imposti dall’uomo: spesso era obbligata a rimanere in casa a svolgere le faccende domestiche e a badare ai figli. Non erano tenute in considerazione neanche per quanto riguarda la vita politica, senza avere il diritto di voto. In un Paese democratico come l’Italia, l’uomo e la donna hanno gli stessi diritti, libertà e doveri. Ma tutt’oggi esistono ancora dei casi di persone stupide e ignoranti che pensano che la figura femminile sia inferiore. Purtroppo, secondo me, è e sarà una battaglia che non avrà mai fine.
scrivete nei commenti una vostra opinione e cosa ne pensate su queste realtà!😀
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